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Il proliferare degli episodi di criminalità hanno (purtroppo) comportato il proliferare tanto delle richieste di “porto d’arma da fuoco” , quanto l’acquisto delle stesse.

Prima di compiere tale passo è però opportuno essere a conoscenza di alcune norme base sull’argomento.

Denuncia e custodia di armi.

Importante preliminarmente sottolineare come la mera detenzione di armi non richieda il possesso di licenze di porto (Es. nel caso in cui si erediti un’arma è sufficiente farsi rilasciare il “Nulla osta all’acquisto” da parte del Questore ex art. 35 T.U.L.P.S.).

Chi è in possesso di armi o loro parti essenziali deve farne denunzia entro 72 ore alle competenti forze dell’ordine (la denunzia deve contenere anche l’elenco delle armi eventualmente già denunziate). Le munizioni possono essere denunziate assieme alle armi o separatamente e anche la detenzione temporanea di armi ricevute in comodato va denunziata da parte di chi le riceve se supera le 72 ore.

Le armi possono essere detenute e denunziate in luoghi diversi dalla residenza ed anche in più luoghi diversi (casa di abitazione, ufficio, negozio, cassetta di sicurezza in banca, seconda abitazione); l’importante è che il relativo luogo di detenzione risulti dalla denunzia.

Fondamentale condizione è che il luogo in cui si trovano dia sufficienti garanzie di adeguata custodia; sebbene la normativa sul punto sia quanto più vaga è opportuno custodire le armi, scariche, in apposito armadietto/cassetta blindata, così da renderle di difficile accesso ai soggetti considerati “ a rischio” quali bambini, minori, invalidi, incapaci.

Le armi possono uscire dal luogo in cui sono custodite e sue adiacenze solo in mano di persona munita di licenza di trasporto o di porto d’armi.

Le licenze di porto d’arma sono:

Licenza di porto di arma corta per difesa personale.

Tale particolare categoria di porto d’arma è rilasciata dal prefetto a chi ha dimostrato bisogno di difendersi (frequente trasporto di danaro, pericolo di sequestro, possesso di preziosi, professione a rischio, politici, ecc.). Deve essere rinnovata ogni anno e autorizza al porto di armi corte, in ogni tempo e luogo salvo che in riunioni pubbliche (comizi, partite di calcio, discoteche affollate) e su aeromobili. Su treni e mezzi di trasporto pubblico terrestre e su traghetti delle ferrovie devono essere scariche e smontate (per le pistole basta togliere il caricatore).

Logico che tale tipologia sia quella avente minore diffusione.

Licenza di porto di fucile (anche) per uso di caccia.

La licenza abilita al porto di ogni arma lunga comune (anche sportiva o non da caccia).

E’ sottoposta ai medesimi limiti di cui alle armi corte, con l’aggiunta di alcune restrizioni riguardanti i divieti venatori che vietano di portare fucili carichi in tempo e luoghi di caccia non consentita. Quindi, come logica conseguenza, in determinati giorni/periodi dellanno non si può sparare liberamente con l’arma lunga, salvo che ciò avvenga in luoghi attrezzati (poligoni, anche privati) oppure sotto il diretto controllo dell’autorità amministrativa (ad es. gare sportive).

Competente al rilascio della licenza è il questore della provincia in cui si ha la residenza o il domicilio.

Licenza di porto di fucile per il tiro a volo.

E’ di gran lunga la licenza più richiesta: autorizza “il porto di armi lunghe da fuoco” fino ad ogni campo di tiro a volo, ha validità di sei anni e è sottoposta agli stessi requisiti di concessione necessari per la licenza di caccia.

Importante sottolineare come il rilascio di tale porto d’armi non comporti il necessario acquisto di un’arma: quest’ultima può infatti essere presa in comodato presso il poligono di tiro frequentato.

Il titolare può sparare con il fucile in qualsiasi poligono, anche privato.

Per ottenere una di queste licenze bisogna non aver commesso reati gravi ed aver fatto il militare oppure avere il certificato di idoneità al maneggio delle armi, dato dal TSN. Inoltre occorre produrre il certificato di idoneità psicofisica rilasciato dalla ASL o da medico militare o della polizia.

Per ogni ulteriore chiarimento è possibile rivolgersi agli sportelli di Federconsumatori Parma.

Dott. Federico Gennari

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico”

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