Al momento stai visualizzando Obbligo di accettare i pagamenti con POS. Cosa cambia e cosa succede in caso di rifiuto

Nelle ultime settimane il tema dell’obbligo per i commercianti di accettare pagamenti tramite Pos è tornato al centro dell’attenzione e molti consumatori si sono rivolti agli sportelli di Federconsumatori Parma per chiedere chiarimenti. Spesso infatti viene richiesta una somma minima di spesa per i pagamenti elettronici o ci si sente addirittura rispondere che il terminale è rotto o spento. In realtà, l’obbligo di accettare pagamenti tramite Pos esiste da tempo ma solo con le norme varate dall’attuale Governo e con le norme imposte dal PNRR sono finalmente chiare le sanzioni. Il paradosso infatti stava nell’obbligo di accettare i pagamenti elettronici, ma nell’assenza di sanzioni per chi non rispettasse la norma. Dal 30 giugno invece, come da Decreto legge 36 del 30 aprile 2022 del Consiglio dei ministri (Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza PNRR), entreranno in vigore con 6 mesi di anticipo le disposizioni che, in caso di mancata accettazione da parte di esercizi commerciali, imprese e professionisti dei pagamenti con bancomat e carte di credito, prevedono una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento. La lista dei soggetti tenuti a rispettare tale norma è ampia e comprende: commercianti, tabaccai, artigiani, attività di ristorazione, professionisti (avvocati, notai, commercialisti, medici), attività ricettive come hotel, B&B, agriturismi.

Cosa fare se viene rifiutato il pagamento con POS?

L’obbligo di accettare pagamenti tramite Pos persegue l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale: la cosiddetta moneta elettronica è infatti quella che identifichiamo come denaro tracciabile, di cui è dunque possibile ricostruire la transazione. In questo modo, può esserci un maggiore controllo nei confronti di eventuali attività criminali, contro operazioni di riciclaggio, nonché appunto in funzione della lotta all’evasione fiscale. Le disposizioni però escludono l’obbligo di pagamento con il Pos in caso di oggettiva impossibilità tecnica: il commerciante che dichiara di avere il Pos fuori uso (per un guasto tecnico o quando il terminale non ha linea) non è passibile di sanzione

Se abbiamo già usufruito del servizio (ad esempio abbiamo cenato in un ristorante che non aveva avvisato di avere il Pos fuori servizio) potremmo andare via senza pagare impegnandoci a saldare il debito in un secondo momento, magari tornando dopo aver prelevato denaro contante o facendo un bonifico il giorno dopo.

In ogni caso, se il commerciante rifiuta il pagamento con il Pos, è possibile segnalare la vicenda alla Polizia Locale o alla Guardia di Finanza, che faranno partire gli opportuni controlli, anche per verificare se dietro al rifiuto ci sia una volontà dell’esercente di non rendere tracciabili gli incassi ai fini fiscali. Federconsumatori si impegna a vigilare sulla corretta applicazione della norma ed è a disposizione per eventuali chiarimenti o segnalazioni.