La Federconsumatori di Parma, nel comunicare che le associazioni dei consumatori e utenti a livello nazionale hanno proclamato una giornata di protesta contro il carovita, invita tutti i cittadini ad aderire allo ‘Sciopero della Pagnotta’ per il prossimo giovedì 18 settembre. La protesta riguarderà  l’intera giornata e consisterà  nell’astensione dall’acquisto e consumo di pane e pasta, oltre che nel risparmio di energia elettrica, gas e carburanti. 

L’iniziativa ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’emergenza prezzi soprattutto per i generi alimentari e i prodotti energetici. Beni primari e insostituibili, che rappresentano la spesa più considerevole per le famiglie italiane, e che drenano risorse, comprimendo così tutti gli altri settori commerciali e produttivi, con grave danno per l’economia dell’intero Paese. Rispetto allo scorso anno un chilo di pane costa il 16% in più, un chilo di pasta il 26%. Un litro di gasolio si paga quasi il 20% in più del 2007, uno di benzina il 10%. E dal 2001 ad oggi, i prezzi sono letteralmente raddoppiati. Un saccheggio nelle tasche dei consumatori, vittime di rincari folli e speculativi.


Lo ‘Sciopero della Pagnotta’ deve vedere tutti gli italiani assieme, per chiedere al Governo e ai commercianti di cambiare registro. Le associazioni nazionali dei consumatori rinnovano la richiesta di un incontro con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per valutare la necessaria realizzazione di interventi congiunturali e strutturali nei diversi settori dell’economia e interventi mirati sui carichi fiscali, soprattutto di prodotti e servizi energetici.


Si chiede immediatamente un provvedimento straordinario di blocco (moratoria) di prezzi e tariffe fino al 30 Giugno 2009. Per ridurre l’effetto devastante del carovita si chiedono inoltre interventi sul rispetto dei tetti di spesa per i libri di testo; una tariffa sociale elettrica e la riduzione dell’IVA sul gas metano; sgravi IVA sui prodotti alimentari sfusi e sui prodotti di imballaggio minimo; obbligo di cartellini che riportino il prezzo di vendita al dettaglio e il prezzo di acquisto all’ingrosso; il rispetto dell’impegno già  assunto dal Governo per la riduzione delle accise sui carburanti e che su questi si possa avere per quanto riguarda aumenti e riduzioni la stessa dinamica temporale della variazione del prezzo del petrolio. Sul versante fiscale si chiede un recupero di almeno 300 euro a famiglia a fronte dell’aumento dell’inflazione.


L’auspicio del presidente della Federconsumatori di Parma, Ermanno Ianelli, è che ‘La giornata di protesta possa vedere da parte dei cittadini un boicottaggio di tutti quei prodotti di consumo che hanno registrato maggiori aumenti nei mesi scorsi’. ‘Una intera mensilità  dei pensionati e lavoratori ” spiega Ianelli ” è infatti già  stata bruciata dai rincari registrati fino ad oggi. Un’altra mezza mensilità  andrà  in fumo a causa degli aumenti delle tasse provocati dell’inflazione. Occorre che ognuno prenda consapevolezza , aderendo alla protesta, della necessità  di lanciare un segnale forte nei confronti del mercato e delle istituzioni affinchè si possa mettere un freno a quel circolo vizioso che rende sempre più difficile per le famiglie arrivare alla fine del mese, un problema che non risparmia nemmeno città  come Parma considerate tra le più benestanti del Paese’.

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