You are currently viewing Tempi di attesa per esami urgenti: ritardo inaccettabile per un parmigiano alle prese con disturbi post-vaccino

 

Cosa accade se i tempi di attesa per un esame urgente vanno ben oltre le 72 ore? Ci si rivolge al privato, pagando di tasca propria. Accade sempre più spesso ed è accaduto in questi giorni anche a un sessantenne di Parma che ha accusato dei disturbi dopo la vaccinazione Covid-19. A seguito della somministrazione della seconda dose di vaccino Pfizer, effettuata giovedì 17 giugno, l'uomo ha iniziato a percepire un gonfiore all'altezza ascellare del braccio sinistro; gonfiore che è aumentato coi giorni, tanto che lunedì scorso, il medico curante ha prescritto con urgenza un'ecografia cute e sottocute. Nonostante però l'impegnativa contrassegnata dalla lettera U (prestazione da effettuare entro 72 ore), chiamando il numero verde delle prenotazioni per le strutture pubbliche dell'Ausl e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, sono stati proposti al paziente appuntamenti per il mese prossimo, addirittura in centri della provincia. Un ulteriore tentativo fatto chiamando il numero interno dell'Ospedale Maggiore per le ecografie (su suggerimento dell'operatore del numero verde), ha dato come esito una proposta di appuntamento per il 1 luglio. Deciso infine a contattare una struttura privata, al costo di 75 euro, l'uomo ha fissato un'ecografia che ad oggi è già stata effettuata. Federconsumatori Parma, a cui il signore si è rivolto, ha già segnalato l'accaduto alla direzione dell'Azienda USL di Parma, e per conoscenza a Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna per denunciare il fatto e chiedere, come spetta, il rimborso del ticket. “Parliamo di un fatto inaccettabile -commenta Fabrizio Ghidini, presidente di Federconsumatori Parma- ancora più grave perchè verificatosi a seguito della vaccinazione. A causa della pandemia, sappiamo che l'attività ordinaria delle strutture sanitarie pubbliche è stata rallentata, con grave danno per i cittadini che hanno rinunciato alle cure, oppure se le sono pagate di tasca propria. Occorre un velocissimo rientro alla normalità: la salute dei cittadini merita più attenzione”.

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